tirocinio formativo REGIONE PUGLIA

tirocinio

Tipologie, destinatari e durata
In Puglia i tirocini extracurriculari vengono distinti in:
• tirocini formativi e di orientamento, destinati a soggetti che abbiano conseguito un titolo di studio da non più di 12 mesi; la durata massima è di 6 mesi prorogabili per non più di trenta giorni;
• tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro, destinati a inoccupati, disoccupati, anche in mobilità, e lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione; la durata massima è di 6 mesi prorogabili per non più di trenta giorni;
• tirocini estivi di orientamento, rivolti a giovani regolarmente iscritti all’università o presso un istituto scolastico secondario superiore; la durata massima è di 3 mesi, ricompresi tra la fine dell’anno accademico o scolastico in corso e l’inizio di quello successivo.
Nel caso in cui sia diretto a soggetti disabili, persone svantaggiate, immigrati, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, il tirocinio (formativo e di orientamento o di inserimento/reinserimento) può durare fino a 12 mesi, prorogabili per ulteriori 12 mesi.
Per svolgere un tirocinio formativo e di orientamento o di inserimento/reinserimento è necessario aver compiuto 16 anni ed aver assolto all’obbligo scolastico; per i tirocini estivi, invece, l’età minima è di 15 anni.
Il tirocinante non può essere sottoposto ad un regime orario se non per esigenze formative.
In ogni caso, ferma restando la durata massima del tirocinio, la partecipazione al percorso formativo non può comportare per il tirocinante un impegno superiore alle 30 ore settimanali, collocate nella fascia diurna.

Soggetti ospitanti
Possono ospitare tirocini tutti i datori di lavoro, pubblici o privati, liberi professionisti e piccoli imprenditori, anche se privi di lavoratori alle loro dipendenze.
Il soggetto ospitante non può attivare più tirocini con il medesimo tirocinante, anche se relativi a profili professionali diversi e anche se svolti presso unità produttive diverse. Tale divieto può essere derogato qualora si tratti di tirocini inseriti nell’ambito di specifici progetti
di riabilitazione e diretti a soggetti disabili o in condizione di svantaggio, presi in carico da servizi della Pubblica amministrazione.
Il soggetto ospitante, oltre a garantire che le attività del tirocinante siano coerenti con il piano formativo, deve individuare un tutor aziendale che accompagna e supervisiona tutto il percorso formativo del tirocinante, promuove l’acquisizione delle competenze e si occupa di aggiornare la documentazione relativa al tirocinio. Ogni tutor aziendale può essere responsabile contemporaneamente fino ad un massimo di 2 tirocinanti, oppure uno soltanto se si tratta di un soggetto svantaggiato o disabile.

Soggetti promotori
I tirocini sono promossi da un soggetto pubblico o privato che ha il compito di garantire la regolarità e la qualità dell’esperienza. In Puglia i tirocini possono essere promossi dai seguenti soggetti:
• Servizi per l’impiego;
• istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;
• istituzioni scolastiche statali e paritarie;
• uffici scolastici regionali e provinciali;
• centri pubblici, o a partecipazione pubblica, di formazione professionale e/o orientamento, accreditati dalla Regione;
• comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali purché iscritti negli specifici Albi regionali;
• servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici accreditati dalla Regione;
• istituzioni formative private, non aventi scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione della Regione;
• soggetti autorizzati all’intermediazione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai sensi del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni;
• soggetti accreditati dalla Regione ai Servizi per il lavoro.
I programmi e le sperimentazioni promossi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che prevedono l’attivazione di tirocini anche avvalendosi dell’apporto dei propri enti in house (come Anpal Servizi), sono attuati nel rispetto delle normative nazionali e della disciplina regionale e d’intesa con i competenti uffici regionali.
Il soggetto promotore individua un tutor che, in qualità di responsabile didattico-organizzativo, collabora alla stesura del Progetto formativo, coordina l’organizzazione del tirocinio, monitora l’attuazione del piano formativo e concorre, sulla base degli elementi forniti dal soggetto ospitante, alla redazione dell’attestazione finale.
Ogni tutor responsabile didattico organizzativo può seguire contemporaneamente un numero massimo di 10 tirocinanti, fatti salvi i tirocini promossi nell’ambito di programmi e sperimentazioni avviati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Convenzione e Progetto formativo
I tirocini vengono attivati sulla base di un’apposita Convenzione stipulata tra il soggetto promotore ed il soggetto ospitante. Alla Convenzione deve essere allegato un Progetto formativo individuale sottoscritto dal soggetto promotore, dal soggetto ospitante e dal tirocinante. La Regione Puglia ha predisposto i modelli di Convenzione
e Progetto formativo.

Diritti e doveri
Il tirocinante è tenuto a:
• svolgere le attività previste dal Progetto formativo, seguendo le indicazioni dei tutor,
conformandosi all’articolazione oraria convenuta e rispettando l’ambiente di lavoro;
• osservare le norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro;
• mantenere la necessaria riservatezza, sia durante che dopo lo svolgimento del tirocinio, per quanto riguarda dati, informazioni o conoscenze in merito ai procedimenti
amministrativi e ai processi produttivi acquisiti nel corso del tirocinio;
• partecipare, per quanto di competenza, alla redazione di una relazione finale sull’esperienza di tirocinio con il supporto del tutor del soggetto promotore e del tutor del soggetto ospitante;
• comunicare al soggetto ospitante eventuali fatti che possono determinare la sospensione del tirocinio.

Il tirocinante può interrompere il tirocinio dandone motivata comunicazione scritta al tutor del soggetto ospitante e al tutor del soggetto promotore. Ha inoltre diritto alla sospensione del tirocinio per maternità, o in caso di malattia o infortunio, che si protraggano per una durata pari o superiore ad un terzo dello stage. Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio. Durante il periodo di sospensione il tirocinante non ha diritto all’indennità di partecipazione.
Il tirocinante non può svolgere attività meramente ripetitive ed esecutive, di contenuto elementare, per le quali non è richiesto un periodo formativo. Eventuali variazioni al Progetto formativo originariamente definito (cambiamento della sede del tirocinio, variazioni di orario,
sostituzione del tutor, ecc.) devono essere preventivamente concordate tra soggetto promotore e soggetto ospitante, risultare da atto scritto ed essere comunicate al tirocinante. Qualora il tirocinante sia un minore di 18 anni, l’attività formativa dovrà essere svolta nel rispetto di quanto previsto dal Decreto legislativo n. 345 del 4 agosto 1999 “Attuazione della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro” e successive modificazioni.

Indennità
Il soggetto ospitante eroga in favore del tirocinante, che abbia partecipato ad almeno il 70% del monte ore mensile previsto dal Progetto formativo, un’indennità minima di 450 euro mensili, al lordo delle ritenute di legge. La partecipazione al tirocinio e la correlata percezione dell’indennità non comportano la perdita dello stato di inoccupazione o disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante. Lo stagista non ha diritto alla corresponsione dell’indennità di partecipazione da parte del soggetto ospitante qualora percepisca una forma di sostegno al reddito. È fatto salvo, in ogni caso, il diritto del tirocinante al rimborso delle spese eventualmente sostenute per la partecipazione alle attività formative secondo le modalità definite nella Convenzione.

Attestazione
Il soggetto promotore, sulla base della valutazione del soggetto ospitante, rilascia un’attestazione relativa allo svolgimento del tirocinio, specificando le generalità del tirocinante, la tipologia del tirocinio svolto, l’impresa ospitante, il periodo e il numero di ore svolte, i risultati di apprendimento specificando le competenze (capacità/abilità e conoscenze) eventualmente acquisite con riferimento ad una figura inserita nel Repertorio regionale delle Figure professionali, o con riferimento alla Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali (Istat/Isfol), nonché ogni altro elemento a tal fine utile.
In raccordo con i Centri per l’impiego competenti per territorio, il soggetto promotore provvede altresì alla registrazione del tirocinio sul Libretto formativo del cittadino; la validazione e certificazione delle competenze acquisite e la successiva registrazione delle stesse sul Libretto formativo avverranno su richiesta dell’interessato. Per la registrazione
dell’esperienza di tirocinio sul Libretto formativo del cittadino il tirocinante deve avere partecipato almeno al 70% della durata prevista dal Progetto formativo.

Riferimenti legislativi
Legge Regionale 5 agosto 2013, n. 23 – “Norme in materia di percorsi formativi diretti all’orientamento e all’inserimento nel mercato del lavoro”
Regolamento Regionale 10 marzo 2014, n. 3 – “Disposizioni concernenti l’attivazione di tirocini diretti all’orientamento e all’inserimento nel mercato del lavoro”.

I tirocini promossi dalla Garanzia Giovani
Per l’attuazione di Garanzia Giovani (vedi anche Box 6), la ripartizione delle risorse assegna alla Regione Puglia un fondo di oltre 120 milioni di euro di cui sono stati stanziati, a favore dei tirocini, 25 milioni di euro. Per saperne di più: www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/garanziagiovani

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